Vallelunga

Fin dalla conquista normanna si hanno notizie del feudo di Vallislonge e di un suo fondaco ubicato sulla strada consolare che collegava Palermo con la costa ionica della Sicilia. Tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento la famiglia Notarbartolo ingrandì il caseggiato lungo questa importante direttrice viaria e costruì i primi importanti fabbricati sfruttando le potenzialità agricole che il feudo gli consentiva e favorendo la riscossione dei dazi per chiunque vi si trovasse a passare. Si deve a don Pietro Marino di Termini Imerese (1), sposo di Ninfa Notarbatolo, la richiesta alla corona della Licentia Populandi, ottenuta con decreto viceregio del 3 settembre 1633. Questo è l’atto di fondazione del paese.
Il nobile feudatario, oltre a commissionare la costruzione del suo palazzo baronale (2), già l’anno dopo il Privilegium Habitandi fece richiesta di edificare una chiesa da dedicarsi alla Madonna di Loreto: è un atto del 24 febbraio 1634, a firma di Mons. Ottavio Branciforti, vescovo di Cefalù, nella cui diocesi ricadeva Vallelunga. A questo periodo risale la splendida pala d’altare raffigurante la Virgo Lauretana e ubicata in chiesa madre.
Ad un cambio di proprietà del feudo e di investitura del titolo nella seconda metà del Seicento subentra per cinque generazioni la famiglia Papè di Palermo. I suoi componenti si presero molta cura del paese e dei suoi edifici sacri commissionando opere di pregio e lavori di rara eleganza. Ingrandirono e ingentilirono il palazzo baronale e fondarono una nuova chiesa dedicata alle anime purganti (1752) e l’annesso convento dedicato alle suore del Sacro cuore (1778).
Ma è in chiesa madre che profusero tanto impegno e dedizione. Al celebre marmoraro Allegra di Palermo, l’abate Tommaso Maria Papè commissionò il pregevolissimo rivestimento della cappella dedicata alla SS. Trinità, successivamente completato con l’immagine principale opera ad olio del frate convenutale Pasquale Sarullo, dono di Salvatore Papè principe di Valdina. Ai piedi dell’altare è stato seppellito nel 1778 l’abate Papè per espressa sua volontà testamentaria. Tante le suppellettili e arredi sacri ascrivibili ai nobili committenti: ostensori, reliquiari, pianete e manipoli ricamanti, e reliquie che hanno nel tempo arricchito la locale lipsanoteca.
Anche nella vita civile il Settecento è stato un secolo d’oro per la comunità vallelunghese: gli stessi Papè fondarono un Monte Frumentario che in pochi anni raggiunse un capitale notevole. Anticipava le sementi ai contadini e richiedeva modici interessi alla restituzione a fine annata agraria.
                                                                                                                                              Alessandro Barcellona

Il 9 ottobre 2021, nella chiesa Madre di Vallelunga Pratamento, si è svolto l'incontro di presentazione del percorso dei Principi alla comunità locale.

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Locandina dell'evento

Relazione dello storico Alessandro Barcellona

Alcune immagini dell'incontro del 9 ottobre 2021