Sommatino

Abbiamo notizia dell’esistenza di un Casale a Sommatino tra il 1300 e il 1400 da un documento datato 20 giugno 1406, nel quale Teodora Aragona, moglie del defunto Nino Tagliavia, fa cenno ad un antico privilegio concesso sul Casale Summatini a Bartolomeo Tagliavia e suoi eredi, da re Ferdinando il 17 aprile 1299.
Con il matrimonio tra Antonia Tagliavia e Gerlando Lo Porto la signoria di Sommatino passa a quest’ultima famiglia. Fu Gerlando ad avere la licentia populandi sulla sua nuova baronia, concessa da Ferdinando il Cattolico in Castelnuovo di Napoli il 18 maggio 1507 e resa esecutiva l’8 ottobre dello stesso anno.         
Fu, tuttavia, con il matrimonio, nel 1625, tra il principe Ottavio Lanza di Trabia e la principessa Giovanna Lucchesi Spinola Porto e Palagonia - che gli portò in dote le terre e il titolo di conte di Sommatino - che ebbe luogo il primo vero popolamento del villaggio.
Dalla documentazione dell’epoca risulta l’esistenza di varie chiesette o cappelle aperte al culto; oltre che un palazzo, sede amministrativa di Casa Trabia a Sommatino e magazzini per la conservazione delle derrate.
Presumibilmente tra il 1667 e il 1669 vi era già una chiesetta dedicata a Santa Margherita, particolarmente venerata dalla famiglia Trabia, che ne aveva incoraggiato la costruzione. L’originario tempietto non doveva essere molto grande; il vecchio corpo della chiesa andò col tempo in rovina e, con molta probabilità, sullo stesso luogo ne fu edificato uno nuovo, che divenne poi la Chiesa Madre (1 e 2). Non si ha certezza sul periodo di costruzione, ma si presume nel primo decennio del Settecento. Per quanto concerne la data ufficiale di edificazione della nuova Chiesa Madre, essa si fa risalire al 1789. In quella data, infatti, risulta riedificata ad unica navata, con l’abside circolare, per «munificenza» della famiglia Trabia e dedicata a Santa Margherita Vergine e Martire.    
Qualche tempo dopo l’edificio subì danni al tetto e ad alcuni muri, i cui lavori di ripristino la stessa famiglia Trabia rifinanziò. In quella fase fu posto al centro della facciata principale lo stemma in pietra di casa Trabia, raffigurante un “leone linguato con corona”.  
Sul versante delle opere d’arte che arricchirono la Chiesa di Sommatino, molte provenivano da donazioni della famiglia Trabia. Molte di quelle opere erano state realizzate tra il Sei e il Settecento, come testimoniano alcuni verbali di Sacre Visite di vescovi a Sommatino.
Tra i manufatti andati perduti, figurano anche dei preziosi Paramenti sacri, realizzati con pregiate stoffe, utilizzati per le liturgie solenni, alcuni dei quali riportavano lo stemma dei principi di Trabia. 
Ed ancora fu rimosso l’antico stemma di casa Trabia che sormontava il portale d’ingresso della Chiesa Madre.
                                                                                                                                       Filippo Falcone

Il 7 ottobre 2022, nella chiesa Madre di Sommatino, si è svolto l'incontro di presentazione del percorso dei Principi alla comunità di Sommatino.

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Locandina dell'evento

Relazione dello storico Filippo Falcone: I principi di Trabia e la Chiesa Madre di Sommatino.

Alcune immagini dell'incontro del 7 ottobre 2022