Marianopoli

Il paese di Marianopoli nasce nel XVIII secolo all’interno del processo di colonizzazione del feudo Manchi, un tempo denominato Manchi di Bilici per la sua appartenenza all’antica Baronia di Castel Bilici.
Anche se già nel 1726 Onofrio Lombardo Trigona, Barone della Scala e Manchi, aveva ottenuto dal re Carlo IV di Sicilia la licentia populandi, fu il figlio Giuseppe Lombardo Lucchese, intorno al 1750, a fondare il paese, facendo pervenire da Montenegro una colonia greco-illirica. Il paese fu chiamato Mariæ Nopolis per la sua origine greca e in onore alla Vergine (1).
Erede di Giuseppe fu Anna Maria, la quale, nel 1738, andò in sposa del primo cugino Francesco Maria Paternò dei Baroni di Raddusa. Il loro figlio, Vincenzo Maria, ottenuta l’elevazione a municipalità dell’abitato nel 1801, diverrà il primo Marchese di Manchi, Belici e Marianopoli. In seguito a tale investitura, le reliquie del martire San Prospero furono trasferite, con molta probabilità, dal Palazzo della stessa famiglia baronale di Catania alla chiesa di Marianopoli. La chiesa baronale del XVIII secolo fu elevata a Parrocchia nel 1805, con il titolo di Maria Santissima Addolorata.
I contratti maritali tra il Casato dei Paternò, Baroni di Raddusa, e i Landolina, Baroni di Rigilifi, permisero il passaggio, in mancanza di erede maschio, del titolo di Marchese di Marianopoli da Vincenzo Maria Paternò al primo cugino Pietro Landolina, Barone di Rigilifi. Grazie ai Landolina, Marianopoli giovò di un nuovo impulso economico, sociale e politico. Filippo Landolina ottenne, contro la volontà di tutti i potenti baroni delle Petralie, che la ferrovia passasse per Marianopoli. Francesco e il fratello Ludovico furono insigni letterati, archeologi e numismatici, autori di varie monografie sulle antiche monete di Sicilia. La loro attività si svolse soprattutto nel territorio di Marianopoli: attraverso i loro scavi sul sito di Castellazzo di Marianopoli tale luogo fu da essi identificato con Mytistraton, un’antica città alleata di Cartagine e distrutta dai romani durante le guerre puniche.
Di particolare pregio nella chiesa madre di Marianopoli (2), in stile neoclassico, le sculture: San Prospero, opera seicentesca proveniente da Centuripe (3) e acquistata intorno al 1850-60 in segno di ringraziamento al santo per lo scampato colera; San Giuseppe, la Madonna del Rosario, Santa Lucia, l’Annunciazione, dello scultore palermitano Vincenzo Genovese, vissuto nell’Ottocento. Di autore ignoto, il dipinto ottocentesco della Madonna delle anime del Purgatorio o del Carmelo, collocato presso la cappella di San Prospero in Matrice.
             Arcangelo Vullo

Il 7 settembre 2021, nella chiesa Madre di Marianopoli, si è svolto l'incontro di presentazione del percorso dei Principi alla comunità locale.

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Locandina dell'evento

Relazione del prof. Arcangelo Vullo

Alcune immagini dell'incontro del 7 settembre 2021